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Auguri, Giulio.

Oggi, 15 gennaio, è un giorno speciale. Oggi è il giorno in cui un ragazzo, che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi due anni, avrebbe compiuto 30 anni. Quegli stessi Enta che lo avrebbero fatto entrare nella generazione di cui si cerca di parlare in questo blog. Oggi è il giorno in cui una famiglia di Fiumicello sente forte la mancanza di un figlio e fratello che è stato loro tremendamente strappato, abbandonato in una strada deserta nel caldo torrido del Cairo. Oggi Giulio Regeni avrebbe compiuto 30 anni. Ed è difficile vivere questo giorno, anche per chi non lo ha mai conosciuto per davvero.

Perché Giulio, in realtà, abbiamo imparato a conoscerlo. Grazie alla forza e tenacia della Famiglia Regeni. Stringendoci quotidianamente in un abbraccio virtuale a mamma Paola, papà Claudio e alla sorella Irene, abbiamo imparato a fare nostre le date del loro lutto. Il 25 gennaio, il giorno della scomparsa di Giulio, ricordiamo un ragazzo rapito e torturato in quella terra d’Egitto che lui non solo amava, ma che stava cercando di comprendere a fondo nelle sue dinamiche post rivoluzionarie. Il 3 febbraio, quando il suo corpo, barbaramente torturato tanto da renderlo quasi irriconoscibile, è stato fatto ritrovare in una strada al Cairo. Il 14 agosto, giorno in cui lo Stato che avrebbe dovuto lottare per lui con tutti i mezzi necessari, fino al raggiungimento della verità sulla sua vicenda, ha rimandato l’ambasciatore in Egitto, è diventato un appuntamento fisso mensile, che ha dato vita a quella scorta mediatica, formata da cittadini e organizzazioni della società civile che continua della lotta e nella richiesta di giustizia per il giovane ricercatore friulano.

Giulio oggi non avrà 30 candeline da spegnere. Ma tra qualche giorno, il 25 gennaio (secondo anniversario dalla sua scomparsa) centinaia di fiaccole in altrettante città italiane si accenderanno nel suo ricordo. Perché Giulio Siamo Noi. Perché, come strenuamente ricordato da mamma Paola Deffendi, Giulio continua a fare cose. Non ha mai smesso in questi due anni. Giulio continua a essere nei cuori dei (molti) cittadini che non hanno mai smesso di chiedere #veritapergiulioregeni, che continuano a mobilitarsi a fianco della famiglia, che continuano a promuovere iniziative in suo nome. Giulio continua a fare cose. Ogni giorno. La sua determinazione, il suo non abbassare mai gli occhi di fronte alle ingiustizie, il suo sorriso accompagnano e danno forza ai tanti che non smettono di lottare non solo per lui, ma per un Paese che sappia proteggere i propri figli, che non ceda a ricatti economici o politici in cambio di giustizia.

Tante saranno le iniziative promosse per questo, doloroso, secondo anniversario. Tra queste il contest fotografico #UnaFotoPerGiulio, promosso dal Collettivo Giulio Siamo Noi, account Twitter che sin dai primi giorni ha aderito con forza alla battaglia di verità e giustizia per Giulio Regeni. Come si legge nel comunicato da loro diffuso:

Il 25 gennaio saranno due anni dal rapimento di Giulio Regeni. Due anni dall’inizio di una tragedia inenarrabile che ancora oggi desta orrore e un insanabile dispiacere. 

In questo lunghissimo tempo abbiamo colorato l’assenza di giallo. 

“Quando vedo il giallo penso a Giulio” furono le parole di Paola, sua Madre.  E lo abbiamo fatto diventare il “giallo per Giulio”. 

Come potevamo altrimenti ricordarlo? Ispirandoci al suo giallo, agli striscioni che tappezzano le nostre città, ai braccialetti che in migliaia portiamo al polso e che stanno diventando regali, bomboniere, dress code. 

Abbiamo ideato un contest fotografico per colorare le nostre bacheche, per dare luce a quel buio nel cuore. 

Il contest si chiama #UnaFotoPerGiulio, niente volti, solo foto inedite ispirate a Giulio, alla giustizia, al giallo. 

In palio tantissimi libri donati con slancio da scrittori che condividono la lotta per la verità, i cd e i vinili regalati da cantanti e gruppi musicali che coniugano musica e impegno civile. I magnifici disegnatori che da due anni stanno raccontando con le loro tavole questo dolore, mettono in palio disegni originali. Un grazie a La Stampa e al Fatto Quotidiano che offrono un abbonamento digitale e grazie a tutti coloro che al rientro dalle vacanze ci stanno cercando. Il contest è partito il 6 gennaio e finirà il 22. Premieremo 30 foto su Facebook e 30 su Twitter che raccoglieranno i maggiori consensi. Una giuria scegliere fra queste le 3 migliori per ogni social. 

Gli stessi membri del Collettivo hanno dichiarato di essere commossi e allo stesso tempo stupiti dalla fortissima adesione che la società civile sta avendo nei confronti di questo contest fotografico. 154 scrittori hanno donato le proprie opere autografate; cantanti e musicisti stanno donando copie dei loro album per simboleggiare la loro vicinanza alla causa; artisti, illustratori e fumettisti metteranno a disposizione per il montepremi alcune vignette originali pensate appositamente per l’occasione; testate giornalistiche, alcune delle quali da sempre riportano le notizie inerenti la vicenda di Regeni, ponendosi come membri di quella scorta mediatica di cui abbiamo parlato prima, stanno offrendo abbonamenti ai loro giornali o riviste; organizzazioni e associazioni stanno dando supporto logistico per la raccolta dei numerosi premi. La società civile tutta che si muove per Giulio. E le foto che stanno arrivando sono un tripudio di #giallopergiulio, momenti nella vita di ognuno in cui il ricordo di questo giovane torna sempre.

Giulio non è stato dimenticato. E chi ancora crede che chi ora lotta per lui, per avere verità sulla sua morte, si arrenderà o cederà alla rassegnazione, sbaglia di grosso.

Ma oggi, Giulio, quelle stesse persone si stanno unendo nel farti gli auguri. Il regalo che vorrebbero portarti (e portare alla tua Famiglia) è che venga fatta piena luce sul tuo assassinio. E continueremo a soffiare sulle candeline al posto tuo, se necessario. Perché ormai pensiamo a te come nostro figlio, fratello, amico. E quindi, Giulio, auguri da tutti noi.

 

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